Questa procedura prevede l’inserimento di un impianto e il posizionamento di una protesi fissa nella stessa seduta o entro 24 ore. La protesi applicata in questa fase è provvisoria e verrà sostituita da quella definitiva al termine dell’osteointegrazione, evitando periodi prolungati senza denti o con protesi mobili provvisorie.
Non sempre l’implantologia a carico immediato è indicata, ma è possibile verificarlo con una valutazione mirata.
Valutiamo l’idoneità al carico immediato e analizziamo qualità e spessore dell’osso per pianificare il percorso più adatto al tuo caso.

L’implantologia a carico immediato si distingue dal carico differito, il protocollo tradizionale, in cui l’osso si integra per tre-sei mesi prima di ricevere la protesi.
Il carico immediato non è indicato per tutti i pazienti. La sua fattibilità dipende da una serie di parametri clinici da verificare attraverso una diagnosi accurata.
A rendere possibile il carico immediato è la stabilità primaria dell’impianto: la capacità della vite implantare di resistere ai micro-movimenti subito dopo l’inserimento nell’osso, prima che inizi l’osteointegrazione.
Lo Studio Dentistico Virzì si trova in Via Soperga 8 a Milano, dove il Dott. Mauro Virzì esercita con una specializzazione in odontoiatria conservativa, estetica e implantologia avanzata.
“Gestiamo i protocolli implantari avanzati in entrambe le forme: a carico immediato quando le condizioni lo permettono, a carico differito in tutti gli altri casi.”

La fattibilità del carico immediato si stabilisce in due momenti.
- la diagnosi: gli esami rivelano la prima condizione di fattibilità e sono utili per pianificare l’intervento.
- l’intervento stesso: una volta inserito l’impianto, misuriamo la sua stabilità reale nell’osso
La diagnosi indica il percorso probabile, l’intervento lo conferma.

Prima di pianificare un impianto a carico immediato raccogliamo dati diagnostici precisi:
Integriamo questi dati in un software di pianificazione. Simuliamo la posizione degli impianti, verifichiamo i rapporti con le strutture critiche (nervo alveolare inferiore, pavimento del seno mascellare) e progettiamo la protesi provvisoria.
L’intervento si esegue in anestesia locale. Quando possibile utilizziamo la chirurgia guidata: una dima di precisione posiziona l’impianto nella sede pianificata al computer, senza incisioni né punti di sutura.

La diagnosi ha già stabilito che sei un candidato. Durante l’intervento arriva la conferma. Una volta inserito l’impianto, il chirurgo misura quanto saldamente si è ancorato all’osso. Questo parametro si chiama stabilità primaria, il fattore che decide se applicare subito la protesi o attendere.
La misurazione avviene in due modi:
Se i valori rilevati raggiungono la soglia raccomandata, si procede con il carico immediato. Se sono inferiori, l’impianto viene lasciato integrare con l’osso prima di posizionare la protesi, secondo il protocollo a carico differito.
La stabilità dipende da tre fattori: la qualità e la quantità dell’osso disponibile, dalla forma e dalla superficie dell’impianto, e dalla tecnica chirurgica utilizzata.
In alcune sedi (in alcune zone posteriori del mascellare superiore, dove l’osso è più scarso) il carico immediato può essere controindicato.
Il carico immediato è un protocollo selettivo che può essere adottato quando le condizioni del paziente soddisfano criteri precisi.

I vantaggi del carico immediato rispetto al carico differito sono:
Il carico differito resta il protocollo di riferimento, quello con più dati di lungo periodo. Prevede una guarigione di due-sei mesi, durante la quale l’impianto si integra e raggiunge una stabilità biologica solida prima della corona o del ponte.
A decidere se un paziente può ricevere un impianto a carico immediato è la diagnosi.
Casi che sembrano semplici possono rivelare controindicazioni decisive agli esami. Altri, più complessi sulla carta, risultano gestibili con una pianificazione accurata.
Prima di proporre il carico immediato verifichiamo che:
- Volume e densità ossea siano sufficienti, senza bisogno di rigenerazione preliminare.
- Non ci siano patologie parodontali attive.
- I fattori di rischio sistemici (diabete, terapie anticoagulanti, fumo, osteoporosi in trattamento) rientrino in soglie compatibili con una buona osteointegrazione.
- L'analisi occlusale non mostri carichi prematuri sulla sede durante la guarigione.
Solo alla fine di questo percorso possiamo valutare se il carico immediato sia fattibile e quale protesi è indicata (singola corona, ponte o protesi completa).

In arcate prive di denti o gravemente compromesse al punto da richiedere estrazioni multiple, l’implantologia totale a carico immediato riabilita l’intera arcata con una protesi fissa provvisoria applicata nelle ore successive all’intervento, sostenuta da quattro o sei impianti (All-on-4 e All-on-6).
È un caso più complesso di un impianto singolo: distribuzione degli impianti, geometria del carico, disegno protesico e volume osseo devono comporsi in un progetto coerente già prima dell’intervento.
La protesi applicata è provvisoria. Completata l’osteointegrazione, che monitoriamo con controlli programmati, viene sostituita dalla protesi definitiva per materiali, estetica e robustezza strutturale.
L'implantologia a carico immediato è un protocollo chirurgico-protesico che prevede l'applicazione di una protesi fissa provvisoria sull’impianto dentale entro 48 ore dall’inserimento, quando la stabilità primaria raggiunta dall’impianto nell’osso è adeguata a sostenere il carico funzionale nelle prime fasi di guarigione.
Nel carico differito, il protocollo tradizionale, l’impianto viene inserito nell’osso e lasciato osteointegrarsi per un periodo compreso tra due e sei mesi prima di posizionare la protesi.
Nel carico immediato, la protesi provvisoria viene applicata subito dopo l’intervento. La scelta tra i due protocolli dipende dalla stabilità primaria dell'impianto e dalle condizioni cliniche del paziente.
No. Il carico immediato è indicato in casi selezionati, in cui la densità ossea, il volume dell’osso disponibile, la salute gengivale e l’occlusione soddisfano criteri clinici precisi. Nei pazienti che non presentano questi requisiti, il carico differito garantisce la stessa predicibilità a lungo termine con un percorso riabilitativo adattato al caso.
Nella maggior parte dei casi la protesi applicata al carico immediato è provvisoria. Viene progettata per assolvere una funzione estetica e masticatoria durante la fase di osteointegrazione, e viene poi sostituita dalla protesi definitiva, realizzata con materiali di maggiore resistenza e accuratezza estetica, una volta completata l’integrazione dell’impianto con l’osso.
Prima di pianificare un impianto a carico immediato sono necessari: la Cone Beam CT per la valutazione tridimensionale del volume e della densità ossea; l’ortopanoramica per la visione globale delle strutture dento-alveolari; lo scanner intraorale per la progettazione digitale della protesi; una valutazione clinica parodontale e occlusale completa.
I tempi variano in base all’estensione della riabilitazione e alle condizioni cliniche del paziente. In un caso singolo, la fase chirurgica si completa in una sessione; la protesi provvisoria viene applicata nelle ore successive. La fase di osteointegrazione, durante la quale si utilizzano i provvisori, dura da due a sei mesi. Al termine viene realizzata la protesi definitiva.
La cura di un impianto a carico immediato necessita di igiene orale quotidiana accurata con scovolini interdentali e filo specifico per impianti; sedute di igiene professionale a cadenza regolare; controlli implantari periodici per verificare stabilità, salute dei tessuti peri-implantari e integrità della protesi. Il fumo rappresenta un fattore di rischio per la peri-implantite ed è opportuno che il paziente ne sia informato prima del trattamento.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale e non è doloroso durante la procedura. Nella fase post-operatoria possono comparire gonfiore e lieve dolorabilità per alcuni giorni, gestibili con la terapia farmacologica prescritta dal clinico. Allo Studio Virzì è disponibile la tecnica di chirurgia guidata, che consente in molti casi di evitare incisioni e ridurre significativamente il disagio post-operatorio.
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