Il trattamento è additivo e conservativo: aggiunge materiale al dente che resta intatto sotto il restauro.
Il risultato dipende in larga misura dalla fase progettuale. Dal wax-up realizziamo una mascherina in silicone per guidare l’applicazione del composito sui denti.
Prima di qualsiasi intervento, allo Studio Virzì identifichiamo la causa dell’usura: bruxismo, erosione acida, abrasione meccanica o frattura. Ricostruire senza questa prima valutazione può voler dire rimettere a nuovo denti destinati a consumarsi di nuovo.

La Injection Technique (Injection Moulding Technique o Flow Injection) è una tecnica restaurativa mini-invasiva che interviene sulla forma dei denti senza modificarne la struttura.
È una procedura clinica a tutti gli effetti, che prevede una diagnosi iniziale, una progettazione (wax-up), l’applicazione di un materiale (composito fluido stampato tramite mascherine in silicone) e una finalizzazione. L’obiettivo è la cura dell’usura e dell’abrasione dentale, e il ripristino dell’estetica.

La Injection Technique è indicata per denti consumati, corti, scheggiati o irregolari, inclusi i casi in cui l'usura è conseguenza del bruxismo, a condizione che il digrignamento sia già controllato. In assenza di questa condizione, la priorità clinica è stabilizzare prima la parafunzione.

La Injection Technique è indicata per ricostruire denti abrasi, erosi o fratturati, chiudere diastemi (spazi tra i denti), correggere piccole asimmetrie e denti corti.
Non è la prima scelta, o va prima risolta la causa, in caso di bruxismo severo non controllato, igiene orale inadeguata non migliorabile, malocclusioni importanti che richiedono prima l’ortodonzia.
Il bruxismo è il digrignamento o il serramento involontario dei denti che avviene specialmente durante la notte. Questa continua sollecitazione meccanica consuma progressivamente lo smalto, rendendo nel tempo i denti più corti, piatti e fragili.
Prima di procedere con qualsiasi intervento di ricostruzione estetica, è fondamentale individuare e gestire la causa dell'usura. Ricostruire i denti senza aver prima sotto controllo il bruxismo esporrebbe infatti il restauro a un rischio altissimo di frattura o distacco precoce.
È importante sapere che l’usura dei denti non è causata solo dal bruxismo, ma può dipendere anche da:

Nel caso in cui la visita clinica confermi la presenza di un bruxismo attivo, la forza esercitata durante il digrignamento è talmente violenta da poter spaccare o staccare il composito applicato.
Ecco perché, in presenza di bruxismo attivo, la priorità clinica diventa proteggere i denti naturali e le nuove ricostruzioni attraverso l’uso di un bite notturno.
Richiedi la tua prima visita di valutazione per l’Injection Technique
La differenza principale risiede nell'invasività del trattamento, nei materiali utilizzati e nella durata nel tempo. Entrambe le soluzioni permettono di ottenere un risultato estetico calibrato sulle caratteristiche della persona.
La Injection Technique è una procedura additiva e conservativa: il dentista applica un composito fluido sopra il dente naturale senza doverlo limare. Le faccette in ceramica, invece, sono lamine in ceramica realizzate su misura che offrono una resistenza e una stabilità cromatica superiori, ma che in molti casi richiedono una riduzione superficiale dello smalto.
La soluzione ideale si valuta insieme al dentista in base alle condizioni di partenza. Ciò detto, ci si orienta anche in base alle proprie priorità:
● La Injection Technique è indicata se cerchi un trattamento più economico, reversibile e totalmente conservativo (i denti non vengono limati). Potrai sempre passare alle faccette in ceramica in futuro.
● Le faccette in ceramica sono preferibili se cerchi la massima resistenza nel tempo e un bianco brillante che non si macchia (con fumo o caffè) per oltre 10-15 anni.
Il vantaggio pratico: in caso di urti o microlesioni, la Injection Technique si ripara in modo rapido, in una singola seduta, senza rifare il restauro. Se invece una faccetta in ceramica si rompe, richiede la sostituzione completa del manufatto.
La longevità del restauro varia da paziente a paziente e dipende da igiene, abitudini e controlli periodici.
Un restauro eseguito con cura può durare anche molti anni, ma la sua longevità dipende da tre fattori fondamentali:
Se il bruxismo è ancora attivo e non controllato, non è indicato procedere con interventi ricostruttivi. L’effetto del digrignamento può agire fratturando o distaccando il composito. In questi casi, la precedenza va alla protezione dei denti con un bite notturno.
La valutazione avviene durante la prima visita diagnostica, che prevede l'analisi di denti, gengive e occlusione.
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