Scegliere un impianto dentale è una decisione che può migliorare significativamente la qualità della vita: significa tornare a masticare liberamente, ritrovare la stabilità che una protesi mobile non può offrire e recuperare il piacere di un sorriso sicuro. Ma quanto dura davvero un impianto dentale in titanio? E cosa fare per preservarlo nel tempo?
In questo articolo lo Studio Virzì risponde con dati clinici aggiornati e indicazioni pratiche, perché un paziente informato è anche un paziente che può contribuire al successo della propria terapia.
Il titanio è il materiale di riferimento dell'implantologia moderna da oltre cinquant'anni, grazie alla sua eccellente biocompatibilità e alla capacità di integrarsi con l'osso attraverso un processo chiamato osseointegrazione. Una volta completata questa integrazione biologica, l'impianto diventa parte stabile della mandibola o del mascellare, svolgendo una funzione analoga a quella della radice naturale.
I dati clinici sono molto incoraggianti: il tasso di sopravvivenza degli impianti in titanio supera il 95% a 10 anni e l'85% a 20 anni, con numerosi casi documentati di impianti perfettamente funzionanti anche oltre i 25 anni.
La vite implantare in titanio può quindi durare tutta la vita, purché venga mantenuta correttamente.
Diverso è il discorso per la corona protesica, cioè la parte visibile che sostituisce il dente naturale. In media ha una durata compresa tra 10 e 15 anni, dopodiché può richiedere la sostituzione per usura, microfratture o motivi estetici, senza che ciò comprometta l'impianto sottostante.
La durata di un impianto dipende dall'equilibrio tra fattori biologici, tecnici e comportamentali.
Tra i principali troviamo:

L'igiene quotidiana è l'aspetto su cui il paziente ha il maggiore controllo.
Un impianto non può sviluppare carie, ma i tessuti che lo circondano possono infiammarsi. La perimplantite è un'infezione batterica che, se non trattata, può determinare una progressiva perdita di osso fino a compromettere la stabilità dell'impianto.
Per prevenirla è fondamentale:
Un impianto mantenuto con la stessa cura di un dente naturale ha ottime probabilità di durare per molti decenni.
Allo Studio Virzì il trattamento implantare non termina con la consegna della protesi.
Il follow-up rappresenta una parte integrante della terapia, perché la longevità dell'impianto si costruisce nel tempo.
Il programma prevede controlli periodici ogni sei mesi durante i primi due anni, fase nella quale l'osseointegrazione si consolida e i tessuti perimplantari raggiungono una condizione stabile.
Durante questi appuntamenti vengono effettuati:
Successivamente, in assenza di problematiche, la frequenza dei richiami viene personalizzata in base al profilo di rischio del paziente.
Fumatori, pazienti diabetici, persone con una storia di parodontite o con particolare predisposizione all'accumulo di tartaro possono beneficiare di controlli più ravvicinati, con l'obiettivo di preservare nel tempo il risultato ottenuto.
Per ogni impianto viene inoltre conservata una documentazione clinica completa, comprensiva di fotografie e radiografie di controllo.
Nonostante gli elevati tassi di successo, in alcuni casi un impianto può non integrarsi correttamente oppure sviluppare complicanze nel tempo.
Riconoscere tempestivamente i segnali di allarme permette spesso di intervenire prima che il problema diventi irreversibile.
È consigliabile contattare il dentista in presenza di:
Il fallimento precoce, che si verifica nei primi mesi, è generalmente associato a un'incompleta osseointegrazione, infezioni post-operatorie, sovraccarichi precoci o fattori biologici individuali.
Il fallimento tardivo, invece, è più frequentemente conseguenza di una perimplantite non trattata oppure di un sovraccarico occlusale cronico.
In molti casi una diagnosi precoce consente di trattare il problema senza rimuovere l'impianto. Quando invece la rimozione si rende necessaria, è spesso possibile programmare un nuovo inserimento dopo un adeguato periodo di guarigione.
Lo Studio Virzì rilascia una garanzia scritta sull'impianto dentale posizionato, relativa all'osseointegrazione e all'integrità strutturale della componente in titanio.
La garanzia è accompagnata da un documento che ne specifica le condizioni di validità, tra cui la partecipazione al programma di mantenimento periodico, il rispetto delle corrette norme di igiene orale domiciliare e l'assenza di comportamenti ad alto rischio non comunicati durante l'anamnesi.
Le corone protesiche sono invece coperte da una garanzia distinta, la cui durata varia in funzione del materiale utilizzato.
Per ogni paziente viene inoltre fornita una documentazione completa del trattamento eseguito, utile anche in caso di trasferimento o prosecuzione delle cure presso un'altra struttura.

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