Impianti dentali in Ceramica Purissima

BioPureImplant

Un’idea. Un metodo. Un protocollo clinico.

L’implantologia ha rivoluzionato l’odontoiatria oltre 60 anni fa e ha permesso ai pazienti di abbandonare le vecchie dentiere e poter avere finalmente i denti fissi e poter masticare con soddisfazione.

L’implantologia è stata una delle più grandi rivoluzioni che l’odontoiatria abbia potuto vivere.

La scuola Svedese e quella Italiana sono state la guida trainante dei primi albori dell’implantologia e ancora oggi i paesi nord-europei e l’Italia possono vantare i più bravi professionisti, clinici e ricercatori, presenti sul panorama internazionale.

Ma cosa sta rivoluzionando l’implantologia negli ultimi anni?

L’attenzione negli ultimi anni si è concentrata sullo studio dei materiali e sulla ricerca di qualcosa che potesse sostituire i materiali metallici utilizzati per gli impianti fin ora.

Oggi abbiamo a disposizione un materiale fantastico, che la storia della medicina e dell’ortopedia protesica conosce da oltre 40 anni, ma che solo negli ultimi 10 anni è stato applicato anche all’implantologia, stiamo parlando dell’ossido di zirconio e degli impianti in ceramica.

Cos’è un impianto dentale in Ceramica o Zirconia?

La mia passione, la mia curiosità e la mia costante ricerca di modernità e innovazione, mi hanno spinto a studiare, approfondire e analizzare con attenzione questo nuovo e rivoluzionario materiale .

Gli impianti in ceramica utilizzano la ZIRCONIA, che è un  materiale ceramico, anallergico, bianco, altamente resistente e con altissima capacità osteointegrativa.

Vediamo quali sono le caratteristiche che lo rendono rivoluzionario: 

Biomimeticità

Gli impianti in ceramica sono di colore bianco, quindi del colore naturale del dente. 

La biomimeticità degli impianti in ceramica consente, da un punto di vista clinico-operatorio di evitare una procedura altamente invasiva che si rendeva spesso necessaria con gli impianti in titanio.

Essendo i vecchi impianti di colore grigio, per evitare che si vedessero in caso di gengive sottili si procedeva all’esecuzione di un innesto gengivale (con prelievo dal palato) per aumentare lo spessore della gengiva.

Questo intervento chirurgico con gli impanti in ceramica è del tutto superfluo perchè,  essendo gli impianti in zirconia bianchi, non sarà visibile alcun alone sottogengivale.

Osteointegrazione

Sono numerose le  pubblicazioni scientifiche internazionali relative all’altissima capacita di osteointegrazione dell’ossido di zirconio: gli impianti in ceramica presentano una affinità con la gengiva totale e molto superiore agli impianti in metallo.

Resistenza biomeccanica

Ma sono capaci di reggere il carico masticatorio o la ceramica si rompe? Su questo aspetto ampia discussione è stata fatta perchè i primi impianti in ceramica ideati da Tubinghen avevano il grande problema di essere poco resistenti quando sottoposti a forti stress masticatori.

Gli impianti in ceramica di Tubinghen erano in ceramica allumina, una ceramica poco resistente.

Oggi noi lavoriamo invece con un materiale del tutto diverso: LA ZIRCONIA.

L’evoluzione ci ha portato ad avere questo fantastico materiale che oltre ad essere bianco e a legarsi molto bene con l’osso è addirittura tre volte più resistente del titanio.

Potremmo dire che gli impianti in ceramica sono dunque belli e forti. Ma non solo!

Resistenza alle aggressioni batteriche

La caratteristica più affascinante legata a questi impianti in ceramica sta nel fatto che la placca non aderisce alla zirconia o aderisce in quantità significativamente inferiore riaspetto al titanio.

La placca nasce dalla formazione di un biofilm batterico che colonizza la nostra bocca ed è responsabile delle principali malattie del cavo orale quali la carie, la parodontite (perdita di supporto osseo intorno ai denti) e la perimplantite (perdita di supporto osseo intorno agli impianti).

Sappiamo che circa il 40% degli impianti dentali in titanio nel corso della vita andranno incontro ad una qualche patologia infiammatoria gengivale o ossea di variabile gravità ed in ogni caso sostenuta dalla placca e dal suo biofilm batterico.

Ma sugli impianti in ceramica la placca non aderisce.

Questa meravigliosa caratteristica di superficie rende la zirconia intrinsecamente più resistente nei confronti dei batteri che potrebbero aggredirlo e che aggrediscono quasi la metà degli impianti dentali in titano comunemente utilizzati.

Assenza di corrosione

Tutti sappiamo che un metallo immerso in un ambiente umido (bocca) o a contatto con un liquido (sangue, saliva) può andare incontro a fenomeni corrosivi.

Sebbene i metalli utilizzati in ambito medico abbiano una elevata resistenza alla corrosione non ne sono del tutto esenti.

Ma quindi gli impianti in titanio si corrodono nella nostra bocca?

Si, può succedere, e può succedere più frequentemente quando si innescano dei fenomeni infiammatori intorno al titanio.

I fenomeni infiammatori derivano dall’ adesione della placca batterica all’impianto; ciò scatena una cascata di eventi cellulari che modificano l’ambiente tissutale in cui è immerso l’impianto in titanio rendendolo più facilmente aggredibile da fenomeni corrosivi.

La corrosione del metallo  alimenta ulteriormente il processo infiammatorio già innescato rendendolo sempre più aggressivo;  questo può essere il motivo per cui spesso è difficile eradicare i fenomeni di infiammazione intorno agli impianti in titanio e la perimplantite è un problema tanto grave quanto di difficile se non impossibile  risoluzione.

Biocompatibilità

Sono sempre di piè negli ultimi anni le reazioni allergiche o di intolleranza nei confronti dei metalli: l’ossido di zirconia è un materiale totalmente anallergico perchè assolutamente biocompatibile e privo di metalli.   

Ricapitolando:

Titanio

E’ grigio, è fisicamente resistente e presenta una ottima affinità per l’osso ma meno per le gengive; la placca e i batteri vi aderiscono molto bene e questo scatena infiammazione che si manifesta con mucosite o peggio perimplantite che portano alla corrosione del matallo  che alimenta e aggrava ulteriormente la perimplantite.

Non dimentichiamo che circa la metà degli impianti in titanio andranno incontro a fenomeni infiammatori.

Zirconia

E’ bianca, è fisicamente resistente (3 volte più del titanio), presenta una elevata affinità per l’osso (in alcune pubblicazioni scientifiche addirittura superiore) e soprattutto per le gengive; la placca non vi aderisce o vi aderisce in maniera molto scarsa permettendo alla gengiva di formare un migliore sigillo perimplantare e abbassare drasticamente la possibilità di avere fenomeni infiammatori intorno agli impianti che qualora si dovessero scatenare non sarebbero ulteriormente alimentati da fenomeni corrosivi e quindi più facili da trattare. Totalmente anallergico e biocompatibile. 

Ci sono moltissime altre proprietà degli impianti in zirconia-ceramica che li differenziano dagli impianti dentali in titanio,  come la capacità di non provocare fenomeni allergici non rilasciare ioni metallici. Vi parlerò di questi e altri importantissimi aspetti nei prossimi articoli.

Domande frequenti sugli impianti dentali in ceramica

La ceramica rivoluzionerà l’implantologia, mandando così in pensione il titanio?

La più elevata biocompatibilità della ceramica/zirconia e gli aumentati problemi di allergie ai metalli nella popolazione, spingono sempre di più verso questa direzione!

Il materiale più diffuso per la realizzazioni degli impianti dentali è sempre stato il titanio, creato in diversi tipi di leghe, per semplicità di lavorazione e costi contenuti.

Purtroppo, fin dall’esordio, i ricercatori hanno evidenziato, in soggetti predisposti, tossicità ed allergie correlate agli impianti in metallo, fortunatamente, la ricerca di una implantologia più bio-compatibile, ha prodotto delle alternative, già molto popolari all’estero, che potrebbero cambiare profondamente l’implantologia, ovvero il ricorso alla ceramica.

Comunque, l’implantologia in ceramica non è affatto “neonata”, anzi, esiste da oltre 57 anni ed il suo inventore è il professor Sami Sandhaus. che ha segnato l’inizio di un cambiamento culturale medico-odontoiatrico verso una riabilitazione implanto-protesica assolutamente metal-free più rispettosa della salute globale del paziente e con il coinvolgimento di altri specialisti quali internisti, reumatologi, immunologi e posturologi.

Quali sono la storia e lo stato dell’arte dell’implantologia dentale metal-free: è già realtà o solo una speranza?

Tutto iniziò con Sami Sandhaus, professore all’Université Pierre et Marie Curie di Parigi: risale al 1960 il suo primo brevetto di impianto ceramico in ossido di allumina Cbs (Cristalline bone screw), seguito dall’impianto Cerasand. I lavori sperimentali e clinici mostrarono subito un’ottima osteo-integrazione, un’assenza di reazioni patologiche o infiammazioni dei tessuti e un’eccellente estetica. L’entusiasmo per questo nuovo materiale spinse diverse aziende alla produzione di impianti dentali in ceramica.

Ma è solo con l’introduzione della ceramica/zirconia (ossido di zirconio) che le bio-ceramiche ebbero una nuova vita in odontoiatria ed in ortopedia. Studi sperimentali furono intrapresi per valutare l’osteo-integrazione in funzione del carico, della rugosità e lavorazione della superficie dell’impianto, per poter effettuare dei confronti con gli impianti in titanio. I risultati mostrarono subito una risposta ossea della zirconia simile al titanio, ma con una migliore bio-compatibilità tissutale e assenza di reazioni avverse.

Nel tempo, i processi di produzione sono stati sempre migliorati e le procedure chirurgiche e protesiche sono state codificate. Le fratture sono estremamente rare.

Attualmente, sono disponibili sul mercato diverse aziende produttrici affidabili con sistematiche diverse con impianti one-piece, two-piece e altri one&two-piece. Tutte le aziende sono straniere e certificate. L’implantologia ceramica all’estero è in rapida espansione ed è molto richiesta dai pazienti.

Al metal-free si associa anche il concetto di immuno-compatibilità: perché?

Il nostro corpo è regolato da un sistema immunitario intelligente capace di riconoscere ogni pericolo esterno, ovvero gli antigeni e proteggerci al fine di mantenere lo stato di salute. Affinché un materiale possa essere considerato immuno-compatibile, deve essere accettato dal nostro organismo senza attivare alcuna risposta immunitaria di difesa. Diversi materiali utilizzati in odontoiatria possono scatenare, in soggetti predisposti, delle allergie. I metalli rappresentano gli allergeni più frequenti e possono essere responsabili di danni sia locali sia sistemici, a volte davvero invalidanti.

Le reazioni immunitarie che si hanno con gli impianti in leghe di titanio sono prevalentemente quelle di tipo I, o immuno-specifico – allergene-IgE con liberazione di istamina e vasopeptidi, causa di atopie e anafilassi – e di tipo IV o cellulomediato ritardato – attivazione della memoria linfocitaria con perdita differita degli impianti.

Tracce di metalli sono presenti in molti prodotti della vita quotidiana – deodoranti, cibi, coloranti e farmaci – e ne bastano piccolissime quantità per scatenare reazioni allergiche anche gravi. Quindi, se si vuole un impianto immuno-compatibile, bisogna scegliere un materiale diverso dal metallo.

Quanto sono diffuse le allergie ai metalli, specie al nichel e quali rischi vi si associano?

Il nichel, presente in concentrazioni variabili anche negli impianti dentali in leghe di titanio, è responsabile del 20% delle dermatiti allergiche da contatto, con un’incidenza nella popolazione italiana dell’8-15% nelle donne e dell’1-3% negli uomini.

Il contatto ripetitivo, anche a piccolissime dosi a questo metallo, può essere responsabile di lesioni sistemiche; Les e fibromialgie, nonché locali; eczemi, cheiliti, gengiviti iperplastiche, perimplantiti e perdita di impianti dentali o ortopedici, anche dopo diversi anni.

I costi sanitari e sociali legati ad allergie ai metalli sono talmente elevati, che l’Unione europea ha emanato delle direttive per ridurre la loro quantità nei prodotti di consumo.

La ceramica è completamente bio-compatibile?

Premesso che nessun materiale inserito nel corpo può considerarsi completamente bio-compatibile, studi in vitro su colture cellulari e valutazioni in vivo su animali, non hanno evidenziato alcuna reazione avversa, citotossicità o carcinogenicità/mutagenicità.

Al contrario, si è assistito a uno sviluppo armonico di fibroblasti e osteoblasti su supporti in zirconia con un’osteo-integrazione di ottima qualità.

Clinicamente, gli impianti in zirconia dopo periodi variabili di follow-up, hanno mostrato un’ottima stabilità con percentuale di successo attorno al 98% e radiograficamente buona densità di osso corticale neo-formato.

Inoltre, i tessuti molli perimplantari risultano rosei e ben aderenti alle superfici implantari senza alcuna reazione infiammatoria.

Quali sono le caratteristiche delle ceramiche oggi disponibili per l’implantologia?

Le bio-ceramiche oggi disponibili in implantologia sono in ossido di zirconio stabilizzato con percentuali variabili di ossido di yttrio (Y-Tzp).

La sollecitazione di rottura in flessione della zirconia (260–500 Ncm) è superiore a quasi tutte le leghe metalliche utilizzate in odontoiatria e il modulo elastico delle Y-Tzp è simile alle leghe di titanio.

Le fratture sono estremamente rare – se i precursori sono di ottima qualità – i processi di fabbricazione rispettati e le procedure chirurgiche e protesiche corrette.

C’è un problema di costi?

Prima di parlare dei costi del singolo pezzo, è importante conoscere il risparmio che l’implantologia ceramica ci permette.

Innanzitutto, il tempo dedicato all’intervento è minore; in casi selezionati, si possono eseguire interventi in una singola seduta e rivedere il paziente dopo diversi mesi per la riabilitazione protesica.

Il moncone, con opportuni accorgimenti, può essere preparato in bocca come un dente naturale con risparmi di costi di laboratorio.

I rischi di rigetto dell’impianto sono assenti anche in pazienti immuno-compromessi e quindi non si perdono tempo e denaro per un secondo intervento. Il recupero post-operatorio, inoltre, è sicuramente migliore.

Il costo reale del singolo impianto in zirconia è leggermente più alto di quello in titanio, perché le materie prime sono più costose e i processi di produzione più complessi e lunghi.

Il costo varia anche in funzione del tipo di impianto e del trattamento della superficie: macchinata, mordenzata o trattata con laser.

Qual è l’accoglienza dei materiali ceramici da parte dei pazienti?

Da parte dei pazienti, la richiesta di cure e impianti privi di metalli è sempre maggiore e molti si recano persino all’estero per ricevere impianti in ceramica/zirconia.

Nella pratica clinica, quando si chiede ai pazienti di scegliere, dopo avere spiegato loro le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi, nonché i benefici dei vari materiali disponibili, preferiscono sempre gli impianti in ceramica, anche se leggermente più costosi!

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